A due settimane dal voto,
la gente ha smesso di tacere. La gente, quella di Roma, quella che la mattina viaggia con i mezzi e ha smesso perfino di essere incazzata perché stiamo tutti appiccicati come
Promessi Sposi ma promessi male.
Allora, ecco che in metro il conducente si distrae e da un colpo sbagliato di frizione, o qualcosa del genere, le luci si spengono e si alza il lamento de la gente. E' l'attesa di sapere che fine dobbiamo fare 'sto lunedì mattina, che da zero a tot euro al mese ci sentiamo tutti poveracci e sfigati alla stessa maniera anche se per motivi diversi. S'accendono tutte le croci che ci portiamo sulle spalle con Gesù Cristo che pare non ce l'abbia inchiodato sopra qualcuno, pare che ci si sia aggrappato per farci dispetto. Ma è sufficiente bestemmiare una volta per ricordare che la metro B non porta al Vaticano e questo s'accetta e basta. E' questione di fede.
E' colpa della politica, quando succede un imprevisto ma nessuno riesce a capire a cosa è dovuto, ecco, quello è il momento migliore per intavolare il discorso che comincia sempre così:
"E' 'no schifo!". 'Ste tre parole fanno da tesi, antitesi e sintesi allo stesso tempo... da 20 anni.
La politica ormai non è fatta più di ladri e mignotte, parlane non è più cosa popolare, perchè -
come se dice a Roma - pe' dille bene le cose le devi sapé, oppure, come si fa di solito,
devi parla come magni pe fa capì tutti quello che stai a dì anche se nun vordì gnente. Allora ladri e mignotte vanno sempre bene, soprattutto quando il conducente si riprende dal suo errore, la luce è torna, la metro riparte e anche il lunedì in cui la gente deve andare al lavoro, ma nessuno ha voglia, cerca una scusa per non sentirsi troppo in colpa e non la trova. Così ci si appella alle croci:
"Perché io casa nun ce l'ho intestata però pensa a quei poveracci che devono pagà l'IMU!"
"Eh, che io guadagno 1400 euro ma nun lo caposcono che chi guadagna meno co tutti 'sti aumenti nun ce la fanno a campà!"
"Qui bisogna fa n'à rivoluzione! Bisogna manifestà co' i bastoni no co' le bandiere de la Roma e de la Lazio!"
Ad un certo punto intorno a me s'è fatto il vuoto, alcuni si sono spostati verso il discorso per anniure, per dare il proprio supporto senza un'idea, quindi forse per cercare di appioppare la propria croce a qualcuno con la speranza che gliela porti. Per togliersi il peso di ciò che si è:
un poro Cristo che però non vuole fare il suo mestiere, nessuno qua si farà il nuovo messia per nessuno anche se tutti uno l'aspettano.
A me l'ipocrisia piace poco, perché non si capisce mai di cosa si sta parlando. Per altre cose, come l'economia, per capirla un po' bisogna un po' studiare, ma per l'ipocrisia non funziona così, non è una scienza esatta, e solo molto diffusa come la fede. Sembra che tutti non l'hanno votato e mai lo rivoterebbero, ma ognuno c'ha l'impronta di Berlusconi stampata sulla bocca e sul culo, l'ipocrisia è decisamente un mestiere, il preferito dagli italiani forse.
Lo sapete che cosa me fa incazzà più di tutto? Che la rivoluzione
la gente la fa solo quando sa che non cambierà niente, invece quando gli viene dato il potere decisionale tramite il voto
nun sa mai che cazzo fà! Allora quelli come me, della generazione mia, col vuoto intorno e la bocca chiusa - perché le propria croce se la tengono stretta che fa anche un po' compagnia - c'ha un'idea e vuole soltanto capire se è quella giusta... e passa per stupido.